Pericle e l'Atene periclea: politica, arte, società

Novara - Archivio di Stato - Sala Giusepe Amelio - Corso Cavallotti - FAI - Delegazione novarese

venerdì 2 dicembre 2016 - ore 17.15 - Categoria 1 (es. promozione della cultura)

Gli anni compresi fra le guerre persiane (480 a.C.) e la guerra del Peloponneso (431 a.C.) costituirono per Atene un cinquantennio caratterizzato da grande attivismo politico, economico e culturale. La città ben presto si pose a capo di un impero, che abbracciava l'intero mare Egeo e che consentì, attraverso i suoi proventi, la realizzazione di un apparato monumentale, di cui ancora oggi si può cogliere la spettacolarità: infatti per celebrare la vittoria sui Persiani e l'incontrastato primato di Atene sulle altre polis, si iniziò la ricostruzione dell'Acropoli con l'erezione del Partenone all'interno del quale troneggiava la statua colossale di Atena Parthenos realizzata dallo scultore Fidia (oggi perduta) dei Proprilei, cui seguiranno successivamente l'Eretteo e il tempio di Atena Nike. Per una parte di questo cinquantennio (460-430 ca.) fu leader quasi indiscusso di Atene Pericle, esponente di una importante famiglia aristocratica, quella degli Alcmeonidi. Si tratta di un personaggio carismatico, sotto il quale "lo Stato raggiunse il massimo splendore", secondo Tucidide (2, 65), il quale si esprime in questi termini sul suo governo: "di nome era una democrazia, di fatto però il potere era nelle mani del primo cittadino".