Dalla corte sabauda alla "cuciniera piemontese": i mutamenti sociali attraverso i ricettari gastronomici (secoli XV-XIX)

Novara - Archivio di Stato - Sala Giuseppe Amelio - Corso Cavallotti - FAI - Delegazione novarese

Venerdì 12 maggio 2017 - Categoria 1 (es. promozione della cultura)

Come segno dei tempi i ricettari rinascimentali dei cuochi di corte dovevano compiacere le aspettative di una minoranza aristocratica che, nel lusso degli arredi, nell'abbondanza ricercata dei cibi fino allo spreco, e nella scenografia dei ricchi banchetti, esibiva gli emblemi della propria distinzione di casta. La rivoluzione francese insieme alla nobiltà mise in crisi il ruolo dello "Chef" (capo-cuoco) che, per sopravvivere, nel secolo XIX spesso si adattò ad aprire ristoranti destinati a una clientela sempre più ampia e diversificata. Di conseguenza anche i libri di cucina cominciarono a commisurarsi alle esigenze di un'emergente borghesia che, in cucina, puntava soprattutto sul risparmio e sulla lunga conservazione degli alimenti.