Venerdì 7 aprile 2017 - La Belle Époque: un séjour idéal nei grand hotel del Lago Maggiore tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento

Negli ultimi decenni dell'Ottocento e nei primi del secolo successivo il lago Maggiore fu tra le mete più ambite della villeggiatura non solo per il clima mite e per la salubrità dell'aria, ma anche per le bellezze naturali ed artistiche che offriva. Diventato rinomatissimo, il Verbano vide crescere in alcuni paesi delle sue sponde il numero degli alberghi "de tout premier ordre" destinati ad accogliere una clientela selezionatissima, costituita non solo da teste coronate e dell'alta nobiltà del Gotha europeo, ma anche da magnati dell'industria e della finanza provenienti dalle Americhe. Questi nuovi alberghi furono costruiti secondo i canoni dell' "hôtellerie de luxe" francese, dunque con sfoggio di spettacolari cupole, mansarde, fregi e, negli interni, pomposa grandiosità. Né in essi mancavano i primi "comfort" quali il riscaldamento centrale, la luce elettrica, l'ascenseur, gli "appartamenti con bagno". Erano gli anni della bella Époque, del Liberty, delle Esposizioni Universali, delle "automobili" che sostituivano le carrozze  e dei giramondo internazionali che appunto si davano appuntamento nelle hall dei grandi hôtel sostandovi a lungo, quasi per rassicurarvi di essere al centro di quel mondo pulsante, anche se spesso solo svagato. Gli alberghi di Stresa, Baveno, Pallanza e Locarno, per l'occasione rimodernati o costruiti ex novo, dimostrarono veramente di essere all'altezza, offrendo a questa società intellettuale e mondana la vita festosa e fastosa che essa esigeva finché non giunse una guerra a sancirne il declino.